giovedì 1 giugno 2017

Pausa

Questo blog è nato per raccontare le mie cose belle. Era nato per raccontare la mia rinascita e non ricaduta.
Quindi, fino a quando non avrò più cose belle da scrivere, fino a quando non tornerò nella luce, non scriverò.
Sono stanca e ci sono giochi che non mi piace giocare.
Auguro a tutti, soprattutto a Magnolia, il meglio.
Buona estate.
Non avevo ancora pianto. Questa mattina l'ho fatto. Guardando la bilancia e aver realizzato che così non va. Molte al mio posto sarebbero contente, io no. Ho perso quasi 10 kg e sto andando in sottopeso, cosa mai successo in vita mia. Sono sempre stata magra, ma il giusto. Mai sottopeso.
Con la scusa della gastrite, sto scomparendo.
Non ho più la vitalità di un tempo.
Ci vuole tempo.
Devo reagire.
Quasi quasi, comincio da oggi. Cerco di dimenticare il telefono. Ne sono succube. E sono stanca di aspettare. Di rincorrere. Di scappare.
Voglio vivermi questo momento senza programmare quello successivo. Voglio sorridere. Voglio ridere di gusto.
Non voglio pensare a ieri e nemmeno al domani. Sto bene qui. Sto bene ora.
Oggi l'ho lasciato. In modo definitivo. Non potevamo più continuare così. L'amore deve essere ricambiato, altrimenti non è amore.
Mi mancherà quella casa. Mi mancheranno le nostre abitudini, anche le minime.
Mi mancherà guardarlo e dirgli "oggi pizza?" perché non ho voglia di cucinare. Mi mancherà guardarlo e dire "ma tu, hai voglia di uscire?" e stare a casa. Mi mancherà stare abbracciati sul divano e il gatto che si mette tra noi perché geloso. Pensa, mi mancherà cercare i fazzoletti nelle tasche prima di mettere tutto in lavatrice. Mi mancherà persino la nebbia di fumo da sigaretta. Mi mancherà accoglierlo quando torna da lavoro. Mi mancherà preparargli il pranzo per il lavoro. Mi mancherà sgridarlo perché non mette le stoviglie nel modo giusto nella lavastoviglie. Mi mancherà anche ricordargli che quella sera non posso prendere impegni perché ho altro in programma e non posso mancare. Mi mancheranno le serie TV che stavamo guardando. Mi mancheranno i suoi sorrisi sinceri e il suo sguardo d'amore. Mi mancheranno i nostri gatti. Belli e coccoloni. Uno troppo grasso e l'altro troppo magro. Uno chiacchierone e l'altro scoreggione. Quella casa che ha accolto tante belle serate e tanti bei momenti. È una storia. È un pezzo di vita che se ne va. Eppure, quella casa non l'ho mai vissuta pienamente come mia. Forse fin dal principio sapevo che sarebbe finita così. Ci starò male per un po'. Mi mancherà tutto. Anche i suoi autismi.
Ma d'altronde, era anche tempo che non ci dedicavamo ai pomeriggi di sesso e amore come una volta. Per colpa mia, sia chiaro. Perché il mio cuore è già da molto tempo che batte per un'altra persona e che, giunta fin qui, non posso più ignorare. L'amore finisce a volte. Avessi potuto scegliere, forse sarei rimasta. Ma non posso continuare a prender(ci)mi in giro. Prendiamo atto del fatto che se ho perso del tutto la ragione per un altro è perché il nostro amore doveva per forza terminare. E lo so che ora soffre. E che sta male. Soffro anche io, meno ovviamente. Avevamo iniziato a somigliarci, a decidere la stessa cosa, a completarci le frasi. È andata così. Mi ha detto che non ho lottato abbastanza, ho lottato, invece. Ho lottato per un noi che non vedo più. Ho lottato rinnegando e sforzandomi che l'amore per l'altro non esistesse. Invece esiste. Esiste ed è forte. Troppo forte.
L'ho lasciato per rispetto per me. Merito di essere felice. Merito di amare e di essere amata. Merito di vivere alla giornata. Merito di starmene un po' per i fatti miei. Ho bisogno dei miei spazi. Ho bisogno di dedicarmi a me stessa e a quel che sarà. Mentre scrivo queste righe un po' do rivalsa e un po' malinconiche, mi verrebbe l'istinto di tornare da lui. Di nuovo e ancora. Ma sarebbe come prima. Sarebbe un "sto qui ma non ti amo" e allora che senso avrebbe? Me ne sto qui a soffrire, a pensare della vita che ho lasciato. Sorrido perché davanti e intorno a me vedo il nuovo e l'inaspettato. Mi fa paura, lo ammetto. Ma ho voglia di vivere. Ancora e intensamente.

martedì 30 maggio 2017

Il mio weekend

Questo sarà il primo weekend, dopo tanto tempo, che dedico a me. Rivedrò amici di vecchia data a partire da giovedì sera.
Sarà un weekend lungo che dedicheró agli amici di sempre, con persone con cui ho condiviso molto oltre alle risate, abbiamo trascorso momenti di vita. E vi dirò che non vedo l'ora.
Giovedì ore 21 scatta l'ora x e cominciano i festeggiamenti.
Concerti. Eventi culturali. Momenti riflessivi che piacciono tanto a me.
Sarò invasa e sommersa dalla cultura, dalle risate, dalla buona compagnia e non vorrò nient'altro.
Accolgo così il mese che sta arrivando. Accolgo così l'estate che inizia.
Buon inizio a me.
La vita mi porta a tante di quelle riunioni che a volte ne perdo il conto. Ieri sera mi sono ritrovata in mezzo tra dirigenti, imprenditori e amministratori. Io ero tra le pochissime donne presenti. Lo sapevo e lo ammetto: mi sono vestita in modo provocante volontariamente. Mi piace l'essere osservata e desiderata in quell'ambiente, anche se essere 'uomo di potere' sia propriamente un requisito che non mi interessi.
C'era un uomo che è già da un po' che ci prova. Ieri è stato più audace: ha cercato il contatto fisico e più di una volta.
Lui mi vuole e l'ho capito.
Finita la riunione in un paio siamo andati a bere un birra, lui si è seduto non vicino ma di fronte. Mi ha fissata per tutto il tempo.
Abbiamo poi fatto una passeggiata e alla prima occasione mi ha abbracciata.
Ha cercato di rimanere solo con me, senza riuscirci. Voleva darmi un passaggio a casa ma anche io avevo la macchina. Voleva portarmi alla macchina ma erano vicine. Quasi quasi accetto l'invito di vedere la sua azienda. Lui è un donnaiolo, oltre ad essere carino, ci saprà fare no?
Scherzi a parte, sono solo contenta perché ho capito che se volessi, potrei. Non mi serve altro. Potrei.
Mi guardo intorno e mi rendo conto che sono circondata da uomini che, con tutte le belle donne, puntano me. Non mi interessa molto, però potrei. Questo mi basta. Sono desiderata e questo mi piace.
A breve tornerò sola e se l'uomo che amo non mi vuole, pazienza. Faccio come Raffaella "ne trovo un altro più bello che problemi non ha".

lunedì 29 maggio 2017

Alle volte non capisco gli uomini. Dopo aver detto chiaramente "non ti amo più", cosa può spingere una persona a dire " riproviamoci"?
Non voglio arrivare al gesto estremo di andarmene senza dire una parola, ma a questo punto non so proprio più che cosa fare.
L'ho fatto soffrire. Ho provato a farmi lasciare e ho solo ottenuto comprensione.
Ho parlato sinceramente e mi è stato detto che siamo predestinati.
Sento chiaramente che tra queste mura mi sto ammalando. Questo lui non lo vede. Non riesce ad accettare il mio non volerci rimanere.
Eppure, anche lui dovrebbe capire che se non ricambio non sarà mai felice come merita.
In questi giorni preparo i bagagli e basta. Mi sono resa conto che ci stiamo solo prendendo in giro. Il mio futuro non è qui. Non so dove sia di preciso, non lo so più. Ma so che non è qui. E sono stanca di avere gastriti perché sto facendo scelte sbagliate. Sono stanca di parlare senza essere ascoltata e senza essere capita

sabato 27 maggio 2017

Il Matrimonio

Non sono mai stata contraria al matrimonio a priori. Sono stata invitata a molti di questi eventi. Non ho nemmeno nulla in contrario alle cerimonie religiose, sia chiaro. Ma io me lo chiedo spesso, perché farlo se quella sarà l'ultima volta che si metterà piede in una chiesa? Perché continuare a perseguire una tradizione in cui non si crede.
Perché sposarsi raggiunti i 30 anni? Perché poi sarebbe troppo tardi?
Solo io voglio sposarmi per amore?
Io, lo ammetto, sogno ancora l'abito bianco, sexy, seducente, che lasci senza fiato, purché sia bianco.
Non vedo il matrimonio essenziale.
Per mettermi l'anello al dito, per unirmi legalmente a una persona, voglio esserne sicura al 110%. Ho il diritto di farlo con chi provo un sentimento forte, travolgente, che lasci senza fiato.
Mi piace perché dietro la firma in cui ci si lega per la vita (o fino al divorzio), ci si fanno promesse. La promessa non di amarsi, ma di prendersi cura l'una dell'altro. Si starà vicini sempre, anche quando le cose andranno poco bene.
E no. Il mio matrimonio non lo voglio dentro una chiesa. Mi piacerebbe farlo in un prato, in un castello o in un luogo che mi (ci) aggradi.
Io credo che in questo mondo si dia fin troppo spazio alla materialità. Ci si sposa per interesse, per comodo, per accontentare i genitori. Perché non farlo per sé stessi? Perché non farlo in nome dell'amore? Perché non farlo per amore?
Cosa c'è di male nel dichiarare al mondo "Io amo questa persona e voglio prendermene cura fin quando ne sarò in grado, finché potrò. Amo questa persona e voglio stare vicino a lei ogni giorno. Amo questa persona e ne sono così sicuro/a che ci metto la firma"
Ho un'anima romantica in fondo. Forse credo all'amore, dopo tutto.
In questi mesi ho visto un po' sfumare questo mio sogno. Un sogno che ora che ci penso, non ho mai detto ad alcuno. Non l'ho mai espresso perché quando si parla di matrimonio, si parla di famiglia e di figli. Come se due persone che si sposano debbano, per forza, fare dei figli.
Così, per evitare equivoci, non ne parlo mai. Non lo dico mai.