mercoledì 22 marzo 2017

Mi sono innamorata di te. Mi sono innamorata subito, senza nemmeno rendermene conto. Mi sono innamorata di te quella volta quando ci siamo ritrovati in quel bar e i miei occhi hanno incrociato i tuoi. Mi sono innamorata del tuo sorriso. Mi sono innamorata della tua simpatia. Mi sono innamorata del tuo sarcasmo. Mi sono innamorata del tuo gioco di parole.
Ora siamo qui, a distanza di anni da quel bar e da quella sera, a scambiarci promesse su un futuro insieme. Un amore tormentato il nostro. Un amore ricercato, ucciso, torturato, soffocato ed ora risorto. Un amore che credo non avrà mai una fine. Io voglio continuare ad innamorarmi di te, ogni giorno. E voglio farlo scoprendo ogni tuo lato. Voglio scoprire il tuo volto peggiore. Voglio amare e innamorarmi del tuo lato più oscuro.
Ho paura di questa mia decisione. Ho paura di questa mia determinazione. Eppure, so di non poterne fare a meno. Ho paura di noi. Ho paura di cosa potrebbe essere tra noi. Ho paura del male che potremmo farci. Ho paura di questo salto nel buio che stiamo per compiere, eppure so di non poter avere altre vie d'uscita. O vivo questo amore travolgente sotto ogni aspetto, oppure morirò. Rassicurami. Dimmi che non mi farai del male. Promettilo. E dimmi di non aver paura. Abbracciami. Proteggimi dalle paure.

venerdì 17 marzo 2017

Lui

Ho sempre considerato la dolcezza qualcosa di intimo e personale. Ciò che per qualcuno è dolce per altri può essere sdolcinato oppure romantico. Per altri può essere tenero per altri rude. Non saprei esattamente definire la dolcezza. Molte volte la dolcezza che ho ritrovato nelle persone la definirei quasi ipocrisia e per questo ne ho preso le distanze. Eppure, lui, per quanto si offenda e lo neghi, per me è dolce. Non quel dolce sdolcinato o nauseante come una torta di zucchero ricoperta di zucchero. Lui è per me una torta di mele, dolce al punto giusto che non ti nausea e che ti fa venire voglia di mangiarla tutta quella torta, fetta dopo fetta, solo perché è troppo buona e non riesci a smettere. È quel dolce spontaneo, quasi inconsapevole, se vogliamo dirla tutta.
Lui è dolce quando facciamo l'amore e mi tiene le mani intrecciate alle sue. È stato dolce le prime volte che mi ha toccato i seni, le mani erano tremolanti e delicate, quasi con la paura di farmi male. A volte, è dolce il modo in cui mi guarda. È dolce il modo in cui ride e sorride. È dolce il modo in cui mi accarezza. Riesco persino a trovarci della dolcezza quando mi prende con forza. Forse confondo dolcezza con tenerezza, ma forse la verità è che per me sono sinonimi e non riesco a dividere le due sfumature. È dolce il modo in cui si concentra nel fare le cose. È dolce quando si preoccupa per gli altri. Ai miei occhi è sempre parso così. È dolce nel negare la sua dolcezza. Mi piace la sua dolcezza perché non è visibile subito, bisogna conoscerlo, anzi, bisogna proprio studiarlo attentamente prima di scovarla. Così come il suo lato oscuro. Forse è per questo che mi piace tanto. Perché non è una persona semplice come sembra. Più lo si conosce e più si scoprono cose nuove, e per comprenderlo bisogna avere pazienza e anche un po' di delicatezza. Non è una una di quelle persone che si aprono facilmente, anzi. Ci conosciamo da tanto tempo e credo di conoscerlo abbastanza bene, eppure sono tanti gli aspetti a me sconosciuti. Ha come una stanza buia chiusa a chiave che non vuole mostrare a nessuno e in tutti questi anni, non l'ha mai aperta. Forse è un amore tradito, forse la perdita di qualcuno, non lo so. Vorrei scoprirlo? Certo. Ma piano, piano. Senza fretta e solo se lui vorrà. Ci sono aspetti della nostra vita che non possiamo divulgare alla prima persona che passa. La fiducia totale si costruisce e non si può pretendere. Potrei anche vivere tutta una vita insieme a lui senza mai svelare il mistero. Poi chi lo sa, potrei anche scoprire che mi sbagliavo ed ero io a vedere ciò che non c'era.
Più ci penso, più mi rendo conto di quanto tempo io trascorri a pensarlo. Ho un'attrazione verso di lui che non riesco a spiegare. Lui mi piace. Mi piace tanto e mi piace tutto.

venerdì 3 marzo 2017

Sesso

Mi piace fare sesso. Mi piace praticarlo e mi piace sperimentarlo.
Mi piace studiarlo. Mi piace guardarlo. Mi piace come mi fa sentire. Mi piace provare piacere. Mi piacere far provare piacere.
Mi piace cambiare posizione. Mi piace provare nuove posizioni. Mi piace farlo in ogni luogo. Mi piacciono i preliminari. Mi piace sperimentarli e trovarne di nuovi.
Mi piace fare sesso travestita da qualche personaggio. Mi piace essere schiava. Mi piace essere la padrona. Mi piace essere puttana. Mi piace essere il pappone. Mi piace farlo in maniera tradizionale, lui sopra io sotto. Mi piace essere un'amazzone.
Mi piace essere graffiata e morsicata. Mi piace essere accarezzata. Mi piacciono gli insulti. Mi piacciono le parole dolci.
Mi piace essere porca. Mi piace essere santa.
Mi piace sedurre. Mi piace essere sedotta.
Mi piace il sesso in ogni suo aspetto. Mi piace guardare un uomo o una donna ed essere eccitata. Mi piace il desiderio. Mi piace l'attesa e poi sfogare la mia passione. Mi piace eccitarmi e mi piace eccitare.
Tutto questo mi piace ancor di più se di mezzo c'è l'amore perché sesso senza amore è come mangiare un cibo prelibato senza le papille gustative.

Forse

Lo scrivo in queste pagine virtuali, senza voler essere fraintesa, solo per cercare un senso e un ordine ai miei pensieri.
Forse è davvero con "l'altro" che preferirei stare. Perché un trasporto così emotivo, una passione così forte non l'ho mai provata prima.
A volte penso, che ne varrebbe la pena tentare. Vorrei darci una possibilità.
Mi sono immaginata tante volte come sarebbe stato. Dallo stare a casa e passare tutte le stanze farlo in ogni angolo.
Dall'andare in posti desolati e abbandonati a fare fotografie.
Guardare film.
Concerti.
E gli lascerei i suoi spazi, pretendendo i miei.
A volte penso che sarebbe la persona giusta, non solo per la bellezza o l'intesa sessuale, ma per il fatto che un'intesa mentale così forte non mi è mai successa prima.
Così mi immagino pochi litigi, ma poi mi immagino che finiscano tutti con del sesso violento pacificatore.
In questo mese mi sono sentita morire. Ho smesso di mangiare. Poi ho ripreso. Ma ho comunque perso 4kg e so che ne perderò ancora se continuo così.
In questo mese, a parte l'ultima settimana, mi sono concessa al mio uomo tutti i giorni, a volte anche più volte al giorno. Rovinando di fatto anche quello. Perché a suo dire, spesso non gli trasmettevo nessuna emozione, nessuna passione. Eppure, è stato in questo mese che per la prima e unica volta della mia vita che ho potuto provare il piacere dell'orgasmo multiplo. E quando provi una cosa del genere ti viene da chiedere come sia possibile. In tanti anni, mai. Proprio ora. Proprio con l'uomo che sei intenzionata a lasciare. Come fai a lasciare un orgasmo multiplo? Come fai a lasciare quel piacere che nessuno ti ha mai fatto provare? Come fare per ritrovare quel piacere e fare in modo che duri più a lungo?
Mi sono concessa a lui ogni giorno, alcuni giorni più di una volta, forse alla ricerca disperata di una qualche emozione che mi potesse avvicinare nuovamente a lui. È arrivato l'orgasmo multiplo, ma non ha riacceso quella miccia, quel fuoco che io volevo.
Ieri sera per un attimo, mi è sembrato di sì. Qualcosa si è mosso nel mio cuore stanco.
Oggi, dopo tanto tempo, trascorreremo la notte lontani staremo più di 24h separati e questa sarà una buona prova. Potrei persino trovare delle risposte.
Questa situazione sta facendo male, soprattutto a lui che da una parte pensa di avermi perduta e dall'altra spera che io riesca a tornare come prima.

mercoledì 1 marzo 2017

Non t'amo se non perché t'amo

Non t'amo se non perché t'amo 
e dall'amarti a non amarti giungo 
e dall'attenderti quando non t'attendo 
passa dal freddo al fuoco il mio cuore. 

Ti amo solo perché io ti amo, 
senza fine t'odio, e odiandoti ti prego, 
e la misura del mio amor viandante 
è non vederti e amarti come un cieco. 

Forse consumerà la luce di Gennaio, 
il raggio crudo, il mio cuore intero, 
rubandomi la chiave della calma. 

In questa storia solo io muoio 
e morirò d'amore perché t'amo, 
perché t'amo, amore, a ferro e fuoco.

 
Pablo Neruda
 

venerdì 24 febbraio 2017

Descrizione

Sono una pessima donna di casa. Spesso non rispondo ai messaggi quando vengo cercata. Ho una vita sociale intensa e questo spesso non mi permette di stare vicino alle persone che contano. Vivo di riunioni e di senso di responsabilità delle cose che faccio perché ne dipendono altre persone.
Ci vuole pazienza per stare insieme ad una come me.
Sono profondamente egoista.
Fisicamente non sono un granché e mi arrabbio quando uno non la pensa come me in ambito politico.
Mi sottopongo a stress e questo alimenta il mio carattere instabile.
Mi sottopongo a forte stress e questo mi crea gastriti.
Attualmente, oltre ai miei problemi personali, ho problemi anche nella mia vita sociale nelle varie associazioni di cui faccio parte.
Eppure c'è chi mi desidera e per quanto possa essere ricambiato o meno, io non faccio altro che chiedermi perché.
Fossi un uomo, starei alla larga da quelle come me. Ma forse questo lo penso perché io non vorrei stare con una come me.
Questa vita l'ho scelta e mi piace, ci sono giorni in cui amo la mia vita. Ci sono i giorni in cui tutto il mio stress e tutto il mio impegno fa ottenere dei risultati.
Nel passato ho provato a dire no a tutto questo mondo che mi fa sentire viva, perché volevo evitare la mia fonte principale di stress. Nulla, mi sono ritrovata in progetti ancora più impegnativi. Non posso farne a meno. E tutto questo sta al di sopra di me, al di sopra di qualunque cosa.
Per quanto disprezzi l'essere umano, non riesco in alcun modo a non dedicarmi agli altri e a tendere una mano. Eppure, sono bravissima nel far soffrire le persone che mi sono accanto.
Ho aiutato diverse persone nella mia breve vita, ma nella sfera personale sono un disastro. So dispensare buoni consigli, ma mai una volta che sia brava a darli a me.
Vedono in me la forza oppure sono io a mostrarmi tale ed è per questo che non si riesce a scrutare tutta la mia fragilità.
Mi contraddico spesso. La coerenza mi appartiene in minima parte, solo per i valori e gli ideali che sono rimasti invariati.
Sono forte e fragile. Coerente e incoerente allo stesso tempo. Sono un paradosso. Sono un uomo ma allo stesso tempo femminile.
Sono impegnata e impegnativa.
Sono così. E non mi sento speciale. Non mi sento nemmeno unica nel mio genere.
Statemi lontano, sono in verità il veleno, sono come lo scorpione con la rana. Vi dirò che non vi farò del male, ma lo farò. Questa è la mia natura.